Tredici Pietro si è scollato l’etichetta?

È difficile scrollarsi addosso le etichette che le altre persone ci affibbiano. È ancora più arduo in un mondo come quello del rap italiano, in cui le chiacchiere non mancano mai. Diventa praticamente impossibile superare i pregiudizi se sei un figlio d’arte, erede di una leggenda del pop e il tuo pezzo di esordio è un pezzo virale e divertente ma non ricco di contenuti. Eppure, contro ogni aspettativa, Tredici Pietro con “Assurdo”, breve disco di 7 tracce, rimane fedele al suo titolo, sorprendendo l’ascoltatore con sette brani di ottimo rap.

Rispetto all’immediatezza dei suoi primi brani, il giovane bolognese si muove in direzione opposta e privilegia il desiderio di raccontare: la title track e Tredici ci mostrano il dietro le quinte della sua storia e le conseguenze del crescere come “figlio di”. Tu Non Sei Con Noi, Bro è una potenziale street hit estiva, dal flow trascinante in cui le barre memorabili si susseguono. Per tutta la lunghezza del disco, Mr. Monkey cuce un tappeto musicale ricco, passando dai suoni club a campioni soul, perfetto per il rap del suo amico. I due sono più inspirati da artisti come Logic, piuttosto che dalle star della trap americana. “Biasanot” rappresenta un caso evidente: Pietro adotta una onestà di scrittura non comune nel panorama attuale e certamente lontana dagli stereotipi del macho milionario. Rincuora sentire un rapper che parla ai suoi ascoltatori trattandoli come suoi pari e non solo flexando il proprio personaggio.

L’ascolto di “Assurdo” ci insegna una lezione preziosa. In un periodo in cui la cultura del commento è diffusa ovunque, in particolare nel mondo della musica, ci sentiamo obbligati a incasellare e giudicare subito un artista. Il fascino dell’arte invece è la sua capacità di far saltare i nostri schemi regalandoci ogni volta qualcosa di nuovo. Il primo passo di Pietro nel mercato è senza dubbio nella giusta direzione. Non possiamo che aspettare con interesse le nuove strade che traccerà il suo percorso.

Pietro è davvero riuscito a scrollarsi i pregiudizi della raccomandazione?

Questo articolo è apparso originariamente su Boh Magazine.

Digital Humanist, wannabe tech critician, working for re-enchanting the world

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