REINCANTAMENTO. Episodio 2. La Tecnica e la Magia, seconda parte

Gli episodi precedenti di REINCANTAMENTO sono disponibili qui e qui.

Orto Botanico di Palermo

Guardavo, guardavo, guardavo questa pianta cercando di capire che cazzo scrivere e mentre la guardavo mi sono accorto che cercavo anche di capire: ‘che cazzo è ‘sta pianta? Quali sono le caratteristiche di questa pianta, che cos’è la cosa fondamentale di questa pianta?’ La risposta che mi sono dato è che la caratteristica fondamentale di questa pianta è che esiste. Ma poi mi sono accorto che non ero più in grado di aggiungere altro e non sapevo articolare il fatto che esistesse. Da qui è nata la roba sulla magia: in fondo l’ineffabile è l’esistenza. La pura esistenza delle cose, il fatto che le cose esistano in maniera misteriosa e autonoma. [Federico Campagna, intervistato da Yanez Magazine]

Bentornati alla nostra delirante rubrica filosofica in cui si dovrebbe parlare di tecnologia ma si parla sempre di altro. Torniamo a rivolgerci a ‘Technic and Magic’ di Federico Campagna e alla seconda parte dell’opera, dove viene esposta la pars costruens della riflessione del filosofo italiano.

«[…] Il processo cosmogonico della Magia ha origine precisamente da quella dimensione dell’esistenza che non può mai essere ridotti a nessuna classificazione linguistica. Nella prospettiva della Tecnica, identifichiamo questa dimensione come quel ‘qualcosa’ la cui resistenza all’annichilimento dà vita al sintomo del dolore. All’interno della prospettiva della Magia, dovremmo definire questa dimensione come quella dell’Ineffabile».

Design dell’ineffabile

Der Garten der Lüste di Hyeronimus Bosch

«È una ritirata che è anche un’uscita — ed è un’uscita che è anche la fondazione di un sistema alternativo di realtà. […] Il primo impatto della magia sul nostro mondo ha luogo esattamente al livello dell’esperienza vissuta di una persona. Rimuovendo il coinvolgimento esistenziale di una persona nei meccanismi di cattura disposti dalle istituzioni della Tecnica, il ‘come se’ della magia va ad erodere il cuore […] dell’edificio della Tecnica».

È un cambiamento sia oggettivo sia soggettivo: cambiano sia la realtà sia il nostro coinvolgimento in essa. La terapia magica agisce già nel qui e ora e così facendo cambia le possibilità di immaginazione del mondo. Campagna si riferisce a filosofie come l’epicureismo e lo stoicismo o ai fedeli repressi dallo Stato che mantengono le loro credenze nell’intimo: tutti casi in cui la realtà soggettiva che ci costruiamo cambia effettivamente la realtà oggettiva. La terapia di Campagna è simile anche alle pratiche di self-help di cui tanto si sente il bisogno nella nostra epoca. A differenza del self-help però, che si integra così facilmente con la produttività capitalistica, la magia dell’ineffabile rifiuta proprio l’assolutismo della tecnica e dell’utile.

«Insieme, un designer e un filosofo creano un’ingegneria della realtà. O meglio: un’ingegneria della realtà metafisica ed estetica. Potremmo dire che la sfida principale sia quella di creare un ambiente all’interno del quale sia possibile vivere. La filosofia è stata inventata per aiutare le persone a vivere e a morire. Detto così sembra banale, ma essere in grado di vivere è estremamente complesso, così come essere capaci di morire. Ed è proprio questo, se vogliamo, il più importante elemento di crisi del mondo contemporaneo. Se i designer vogliono intervenire nella realtà attuale, si devono occupare anche di questo, di ricostruire gli spazi mentali».

E pensiamo che queste scelte di design riguardino fortemente anche le tecnologie informatiche, il cui design a livello di codice comporta forti decisioni etiche e sociali. Con l’avanzare di questa riflessione, cercheremo di capire di più il legame che corre tra una nuova visione della realtà (una metafisica) e lo sviluppo di tecnologie solidale e cooperative, traendo anche qualche conclusione sull’idea stessa di design. Per proseguire su questo percorso, il prossimo episodio si focalizzerà su alcune idee del filosofo francese Bernard Stiegler. A presto.

Digital Humanist, wannabe tech critician, working for re-enchanting the world

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