REINCANTAMENTO. Episodio 11. Verso oggetti impossibili.

Ciao. Oggi facciamo una breve ricognizione nel lavoro di Impossibile Object, una casa editrice molto particolare, e del suo tentativo di reincantamento della tecnologia crypto. REINCANTAMENTO è sempre attivo su Instagram. Buona lettura.

Pausa Transformacional di Marta Minujin

A che punto un determinato oggetto smette di essere tale e diviene qualcos’altro? Dov’è che il design supera sé stesso e ridefinisce un paradigma? Per quanto sembrino domande astratte, sono quesiti stimolati dal lavoro che Impossible Object (da qui in avanti IO) vuole fare con il “libro” (è riduttivo chiamarlo così) “Conversations on AI”.

Di che cosa si tratta? “Conversations on AI” sarà una raccolta di conversazioni sul vasto tema dell’Intelligenza Artificiale e delle sue ricadute etiche, artistiche e politiche. Il libro conterrà i dialoghi tra sei pensatori e pensatrici di massimo spessore che si sono occupati del tema secondo diverse direzioni. C’è il filosofo iraniano Reza Negarestani — che ha scritto un’impegnativa monografia sul tema (Intelligence e Spirit, ancora inedita in Italia), la pensatrice xenofemminista Helen Hester, recentemente intervistata su Not, c’è Nick Srnicek l’autore del noto testo sull’automazione “Inventare il Futuro”. Il volume ospita poi i musicisti e critici Holly Herndon e Matt Hydrust che con l’IA hanno realizzato uno dei più bei dischi degli ultimi anni, Proto, e Benjamin Bratton, autore del classico dei software studies “The Stack e direttore dello Strelka Institute a Mosca. Il design sarà curato da Metahaven, noto studio di design critico, da sempre interessato al rapporto tra macchina e umani. E proprio il rapporto tra uomo e tecnica è esplorato dalla stessa forma del volume, che supera in molti modi l’idea tradizionale di libro e di editoria.

Le conversazioni del titolo avranno prima una forma orale e verranno in seguito trascritte così da mantenere vivo il flusso argomentativo. IO ha dichiarato di ispirarsi al lavoro della storica casa editrice Semiotext(e), nota per aver portato nel mondo anglofono alcuni tra i più celebri dialoghi del post-strutturalismo francese come “Dimenticare Foucault” di Jean Baudrillard. L’edizione fisica amplierà ulteriormente la discussione: dopo l’uscita verrà stimolato un processo di conversazione pubblica sui contenuti del libro e alcuni di questi contributi esterni verranno aggiunti alla versione cartacea del volume. Si tratta di un’altra idea interessante se pensiamo alla rilevanza che alcuni contributi online che seguono le uscite dei libri possono pareggiare in qualità e raffinatezza con i contenuti dei libri stessi. Dare loro la dignità della pubblicazione è una scelta curatoriale per preservarli dall’overflow dei contenuti online.

El Arcuetipo de la Repeticion di Marta Minujin

Questa idea di partecipazione non riguarda soltanto i contenuti di Conversations on AI ma anche lo stesso processo realizzativo dell’oggetto. Infatti, l’attuazione del progetto Conversations è legata alla riuscita di un processo di crowdfunding che IO realizzerà nel prossimo futuro: un crowdfunding che sarà ospitato dalla piattaforma Mirror. Mirror è una piattaforma basata su Ethereum (la seconda criptovaluta dopo Bitcoin e molto di più) e destinata agli stormi di scrittor* digitali. Negli ultimi quindici anni, newsletter, longform, blog post hanno invaso i nostri feed e continuano a moltiplicarsi ogni giorno. Questi nuovi spazi di scrittura non sono riusciti ancora a trovare un modello di valorizzazione adatto allo sforzo e alla qualità che li contraddistingue. Mirror vuole usare la tecnologia crypto per cambiare questo stato di cose, segnando un nuovo step “nella lunga storia della comunicazione simbolica”. Un esempio di progetto editoriale innovativo è proprio Conversation on AI: la novità infatti non risiede solo nell’approccio partecipativo ma anche nella valorizzazione della partecipazione che la tecnologia crypto permette. E’ un meccanismo inverso all’estrazione del valore che i grandi social hanno effettuato negli ultimi dieci anni: in una visione eco-sistemica, la piattaforma e gli utenti congiungono verso lo stesso fine e l’idea di gerarchia viene appiattita. Il dominio su cui gli utenti scrivono è loro proprietà e i contenuti non vengono conservati in maniera centralizzata: ulteriori scelte tecniche e di design rendono Mirror diverso da spazi di scrittura digitale come Medium.

Tornando al progetto di crypto-editoria Conversations on AI, l’esperimento sfrutta l’innata potenzialità del suo medium portando l’idea ben oltre quella di un “semplice” crowdfunding. Tramite un token digitale chiamato $IMPOSSIBLE, l’organizzazione di IO sarà in grado di ricompensare gli utenti che hanno finanziato il libro. Il testo verrà venduto all’asta su Zora e i compensi saranno divisi tra tutti i possessori di $IMPOSSIBLE: questo processo avverrà automaticamente tramite uno Smart Contract, un artefatto decisionale programmato tramite un linguaggio specifico. Lo Smart Contract assicura che anche i profitti delle vendite secondarie siano di nuovo ripartiti tra i finanziatori originali. Ovviamente, questo avverrà soltanto qualora non si decida di riscattare i token scambiandoli per una valuta con un effettivo valore come Ethereum. Un ulteriore aspetto interessante è che possedere $IMPOSSIBLE significherà fare parte del processo decisionale circa il destino dell’oggetto Conversation. Si tratta certamente di un processo complicato perché così ma anche un metodo arguto e tecnologicamente sofisticato di realizzare progetti altrimenti impossibili, cercando di farlo in maniera autonoma e decentralizzata senza il finanziamento e la presenza a tratti ingombrante di un’istituzione o di un privato.

Questo libro rappresenta altrettanto chiaramente un esperimento e come tale va compreso: vedremo se la sua realizzabilità sarà reale o se rimarrà uno schema sulla carta. E’ anche un tentativo di rimodellazione di una materia millenaria come la filosofia, di una mutazione verso un nuovo medium che potrebbe rivelarsi fertile così come lo sono stati tra gli anni 2000 e gli anni ’10 i blog. L’ubiquità dell’oggetto che potrebbe essere Conversations sfuma le distinzioni tra oggetti digitali e fisico, tra partecipazione e autorialità: la forzatura di alcune dinamiche e di strumenti tecnici potrebbe essere una via verso la creazione di qualcosa di nuovo.

Il tridente impossibile

Come spiega Reza Negarestani in un breve testo che accompagna la presentazione del libro: “I panorami complessi sono definiti dalle proprie strutture multi-livello” e “Ci richiedono di navigarli attraverso diverse scale” . Il pensatore iraniano si riferisce al problema dell’IA eppure il discorso può essere esteso alla stessa operazione crypto-editoriale. Conversations è un intervento che si innesta tra i problemi dell’industria culturale, dell’editoria e dello stesso mondo crypto. Non è una risoluzione a nessuno di questi problemi ma un tentativo di ingegneria concettuale e di interazione critica, una spinta verso una configurazione diversa dell’intelligenza filosofica e della pratica tecnologica. Gli oggetti impossibili, un genere di illusione ottica, si definiscono tali perché contrari alle leggi della geometria dei solidi ed esistono solo come proiezioni bidimensionali. Così, si potrebbe vedere Conversations come un’entità trasversale, in contrasto con alcune compartimentazioni discorsive e giudizi morali. In poche parole, uno sforzo immaginativo di oggetto a venire.

Digital Humanist, wannabe tech critician, working for re-enchanting the world

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