REINCANTAMENTO. Episodio 0. Come siamo arrivati fino a qui.

Ok, ciao, benvenuti. Non sono sicuro che provare a creare questa rubrica abbia davvero un senso ma è da diversi mesi che sento la necessità di portare avanti una riflessione sul grande tema del rapporto uomo — tecnologia, sullo stato presente di questa relazione, speculando sulle alternative future che possiamo costruire.

Visto che da qualche parte bisogna cominciare, inizierò spiegando da dove arriva questa necessità. La scintilla per la mia riflessione è partita dalla mia lettura di ‘Technic and Magic’, capolavoro di Federico Campagna, filosofo italiano emigrato a Londra, che ho avuto il piacere di leggere lo scorso agosto mentre mi trovavo in Sicilia. Per chi se lo fosse già dimenticato (beati voi), il mese di agosto 2019 verrà ricordato dagli storici futuri come quello degli incendi in Amazzonia e del caos istituzionale in Italia. Tempi decisamente bui. Man mano che proseguivo nella lettura di Campagna però tutta questa oscurità mi sembrava un po’ più attraversabile, pronta ad essere ribaltata. Forse, era frutto di un errore prospettico. Forse approcciando il reale da un altro punto di vista, tutto questo non sarebbe più stato così necessario. Ma di cosa parla davvero Campagna? Per non perderci troppo, affidiamoci alla sinossi disponibile online.

“Diamo per scontato che solo un certo tipo di cose esistano — elettroni ma non angeli, passaporti ma non ninfe. Quanto esiste è ciò che comprendiamo come ‘realtà’. Ma in effetti, la ‘realtà’ varia con ogni epoca del mondo, dando forma al campo di ciò che è possibile fare, pensare e immaginare. La nostra epoca ha adottato una forma di realtà problematica e dolorosa: la Tecnica. Sotto la Tecnica, la Fondazione della realtà inizia a crollare, contraendo il campo del possibile e congelando le nostre vite in uno stato sofferente di paralisi. La Magia è presentata come un sistema di realtà alternativo alla Tecnica. Mentre la Tecnica cerca di catturare il mondo attraverso un ‘linguaggio assoluto’, la Magia concentra la sua ricostruzione del mondo intorno all’idea di ‘ineffabile’, idea che risiede nel cuore dell’esistenza. ‘Technic and Magic’ è un lavoro filosofico originale e un provvidenziale intervento culturale. È un libro che disturba la nostra comprensione della realtà, fornendoci al tempo stesso una nuova forma per il reale. Si tratta probabilmente dell’azione più radicale possibile: se desideriamo cambiare il nostro mondo, dobbiamo prima cambiare l’idea di realtà che lo definisce.”

Il libro affronta l’analisi filosofica di due sistemi di realtà, la Tecnica e la Magia del titolo appunto. La Tecnica è il sistema attraverso cui filtriamo la realtà al momento, un sistema che disgrega il mondo imponendo la sua ragione su tutto. È la ragione del calcolo, finanziaria, utilitaristica. La Magia è l’alternativa che Campagna fa sbocciare attraverso le sue pagine. Un framework alternativo, un nuovo paio di lenti per vedere in modo nuovo il nostro mondo. Ma torneremo su questo. Infatti, nonostante il sollievo che la lettura di ‘Technic and Magic’ mi ha portato, non credevo davvero servisse a qualcosa. Un bel lavoro, che mi ha fatto riflettere e anche emozionare, ma tutto sommato non “convertibile” in qualsivoglia tipo di pratica. Si trattava della materia più astratta di tutte del resto, la metafisica. Poi, la prima connessione. Qualche settimana dopo, tornato a Torino, mi sono ritrovato tra le mani un altro libro di filosofia (dovrei leggere più fumetti e vivrei meglio) intitolato ‘Réenchanter le monde: La valeur esprit contre le populisme industriel’ di Bernard Stiegler. Stiegler è un filosofo francese, considerato “il più importante teorico francese dopo Derrida, e uno dei più importanti pensatori in tutto il mondo sugli effetti della tecnologia digitale”.

La tecnologia, e soprattutto quella digitale, occupa un ruolo centrale in molte opere di Stiegler — sono più di 30! — e il suo pensiero è tendenzialmente “terreno”, maggiormente ancorato al mondo reale e a questioni di interesse pubblico. ‘Réenchanter le monde’ è una raccolta di testi del 2006 (ripubblicata nel 2010) che affronta appunto l’effetto nocivo che le tecnologie di consumo hanno sull’essere umano e quali risposte possono essere messe in piedi per rispondere a tale imbarbarimento di massa. In particolare, in modo pienamente francese, Stiegler ipotizza una serie di piani statali da attuare contro l’anarco-capitalismo delle Big Tech. Al ‘disincanto del mondo’ (espressione di Max Weber), al dominio delle logiche del calcolo e del profitto, il francese oppone un piano di ‘reincantamento’, di socializzazione della tecnologia:

Si tratta di inventare l’industria del calcolo che impedisca di calcolare (sul)le esistenze — ma inventarla con gli strumenti digitali.

Nella mia mente il discorso metafisico di Campagna, legato alla struttura stessa della realtà ha trovato una sorta di applicazione proprio nella missione di Stiegler. I due pensieri vibrano sullo stesso piano. E infatti, nella mia mente, si sono indissolubilmente legati. Occorre un nuovo modo di vedere la realtà, di questo ne sono convinti in molti. La tecnologia ha forgiato il modo in cui vediamo le cose oggi. Ma non per questo possiamo permetterci di abbandonarla o di pensare ad un ritorno a tempi più semplici o più naturali (spoiler: non sono mai esistiti). Dobbiamo inventare, progettare questa nuova metafisica anche attraverso un nuovo rapporto con i dispositivi tecnologici di cui ci siamo circondati. La Magia di Campagna, l’alternativa al presente, non si può architettare in un giorno. È un processo, in cui viene elaborata la cornice di senso del futuro. Tutto questo porta il nome di REINCANTAMENTO.

Attuare il processo

Chi scrive è una persona scostante e facilmente distraibile. Perciò, il fatto che questo termine-etichetta ‘REINCANTAMENTO’ sia rimasto nelle mie riflessioni tutto questo tempo mi ha convinto che fosse un’idea di qualche valore. O quello, o ho sviluppato una sorta di ossessione. Ad ogni modo, nel corso dei mesi ho provato ad elaborare questi pensieri nella forma di un paper, magari indirizzato a qualche rivista accademica. Ho avuto difficoltà a fissare dei punti precisi e, allo stesso tempo, sempre più argomenti mi sembravano rientrare nel frame del REINCANTAMENTO. Forse, dopo tutto, si trattava davvero un’ossessione. Da una parte un dilatarsi di esempi di tecnologie ‘collaborative’ che mi sembravano incarnare lo spirito del REINCANTAMENTO e l’idea di una nuova industria digitale. Dall’altra, continuavo a riflettere su questo termine-etichetta che si era quasi ‘imposto’ sulle mie riflessioni. Ho ripreso Stiegler, capendo che ad ogni ‘reincanto’ precede un ‘disincanto’, sospettando a volte di questo termine che mi sembrava riferito ad una sorta di passato migliore, più semplice e ordinato. Ho cercato allora delle risposte nelle parole di altri autori: Max Weber, Michael Taussig, Silvia Federici, Friedrich Schiller etc. Tutti in qualche modo si sono espressi sulla questione. Mi hanno confuso ancora di più ma, al tempo stesso, mi hanno convinto dell’importanza del tema. E così ho proseguito.

Infine, come si capisce dal momento che state leggendo queste righe, ho deciso di divulgare e condividere le mie riflessioni. Iniziare, umilmente, a fare il mio per reincantare il mondo. Diffondere nuove prospettive sul rapporto che abbiamo con la tecnologia, sulla consapevolezza verso i nostri dispositivi è un primo passo. È la direzione verso cui si muove questa rubrica. Parleremo di forme del passato, ribellioni del presente, vettori per il futuro. Il critico culturale James Bridle ha chiamato i nostri tempi Nuova Era Oscura. La quarta rivoluzione industriale, fondata sul dominio dei dati, avviene in contemporanea con la crisi climatica, il più grande disastro che la specie umana abbia mai affrontato. Nuove energie del pensiero sono più che mai necessarie. REINCANTAMENTO vuole provare ad attivarne alcune attraverso una riflessione processuale. Le idee hanno una loro evoluzione: si parte con una messa in moto iniziale, i pezzi iniziano a incastrarsi e trovano il loro posto per dare vita a delle macchine concettuali. Ecco, mi piacerebbe che questa evoluzione fosse trasparente e open source, aperta a innesti esterni e pronta sempre a mutare. Spero che questa forma comunicativa possa almeno in parte restituire l’idea di un processo evolutivo.

Dal prossimo episodio inizieremo a parlare del punto di partenza di REINCANTAMENTO: Tecnica e Magia di Federico Campagna. Grazie per aver letto fino a qui.

Digital Humanist, wannabe tech critician, working for re-enchanting the world

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