Freddie Gibbs e Madlib: essere classici

Gli album collaborativi sono tra le occasioni che più fanno sognare i fan: vedere l’unione di alcuni dei propri talenti preferiti è sempre un’occasione speciale e di qualità. Eppure, la riuscita di una collaborazione, per quanto promettente sulla carta, non è mai garantita.

In teoria, la collaborazione tra Freddie Gibbs e Madlib sarebbe potuta sembrare piuttosto improbabile. Da una parte, Freddie, street rapper dell’Indiana che racconta le sue storie di spaccio in modo sporco e realistico. Dall’altra, uno dei più grandi producer della storia dell’hip hop, Madlib, autore di centinaia di beat memorabili, dal feeling lisergico, pregni di samples e di colte citazioni a film, musica jazz e soul. Nel 2014, con la loro prima collaborazione, Piñata, ecco il miracolo: un disco acclamato da critica e pubblico come un classico contemporaneo.

Oggi, con questo Bandana, il duo si riconferma senza problemi e con ancora più stile. Freddie Gibbs è un MC ormai veterano, dal flow invidiabile e dallo storytelling facile: le cronache del mondo della droga proseguono barra per barra, addentrandoci nella trap life. In Palmolive, su una produzione immacolata e angelica, Gibbs è accompagnato da Killer Mike e Pusha T in una lezione di flow e attitudine. Crime Pays è un esempio di come i due si valorizzino a vicenda: il rapper è affamato, la sua cadenza aggressiva mentre parla di crimine si stende su un tappeto musicale solare e jazzeggiante con un campione anni ’70. Risulta complesso comprendere come un rap così duro possa suonare al meglio sopra musica splendente e positiva, ma la combo è dannatamente efficace.

Rispetto al predecessore, Bandana è un disco più libero, dalle strutture meno rigide, in cui i due entrano ancora di più nei rispettivi mondi, mescolando in modo unico i propri caratteri artistici. Sicuramente, si tratta di uno dei dischi rap più importanti dell’anno e forse anche qualcosa di più, ma sarà il tempo a determinare se ci troviamo davanti a un “classico”. Un’opera fatta con amore, conoscenza e cura.

Anche se non conoscete gli artisti date una chance a questo duo improbabile, non ve ne pentirete.

Questo articolo è apparso originariamente su Boh Magazine

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