La notte è più nera che mai. L’inverno della politica prosegue spietato e inesorabile, le pedine cadono una dopo l’altra, una dietro l’altra. L’orizzonte del nostro tempo diventa mortifero, la consapevolezza di vivere nella catastrofe porta a normalizzarla ma è tempo di sviare lo stato di emergenza a nostro favore. Come dicono in Non Una Di Meno, la mobilitazione è permanente, resistiamo fino a nuovo ordine. Non un passo indietro, non si conceda un centimetro al nemico. Siamo in guerra e non ci resta che combattere. Se dietro le destre si muove la pulsione di morte, dobbiamo riappropriarci della libido. È Eros contro Tanatos, ancora una volta. Non voglio essere naïve ma dobbiamo amare. L’arte, la Terra, gli altri. Solo le passioni positive possono muoverci ora. Lo stato di depressione permanente deve essere infranto. Ci vogliono nevrotici ma saremo schizofrenici. L’orologio dell’Apocalisse non smette di ticchettare. Fa venire voglia di urlare, di piangere, di nascondersi, di fare finta di niente. Non servirà a nulla. Fatevi prestare i fazzoletti da chi vi sta a fianco, rialzate la testa. Cosa vogliamo? Tutto. Quando lo vogliamo? Ora e per sempre. Non ci sono compromessi, non si fanno prigionieri. Forse siamo già morti, forse è già finita. Se così fosse, saremo fantasmi di un altro mondo possibile. Oggi l’ennesimo mostro è uscito fuori dalle urne. L’ennesimo cumulo di merda da cui nessuno ci salverà se non noi stessi. La distopia è ora. Il Chaos è il sistema del nostro presente. Abbracciamoli e agiamo di conseguenza. L’alternativa è l’estinzione.

Digital Humanist, wannabe tech critician, working for re-enchanting the world

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